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Artista : The Flamin' Groovies
Editore : Dbk Works
Musica Indie e Alternativa recensioni e articoli in Italia
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Artista : The Flamin' Groovies
Editore : Dbk Works

Artista : Green Day
Editore : Warner Bros
Recensione : American Idiot Fantastico!All'intrno ci sono due vinili che contengono tutto l'album di American Idiot, l'apertura è come un libro e all'interno sono presenti i testi di tutte le canzoni dell'album, il suono è favoloso, veramente consigliato per chi ama questa band e i vinili!

Artista : Radiohead
Editore : Bb (Xl Rec.)
Recensione : The King Of Limbs Tom York and co. sono la rock/pop/electronic/avantgarde band piu' coraggiosa e innovativa degli ultimi 20 anni. Hanno scritto delle poesie pop fantastiche e dopo il massimo successo raggiunto con ok computer hanno deciso di mettersi in discussione e cambiare rotta. Quasi sempre i loro esperimenti sono eccellenti ma e' anche normale che non sempre siano ai massimi livelli. Quest'album e' un po' così', senza infamia e senza lode, come una ciambella senza buco ma comunque gustosa da mangiare.
Recensione : The King Of Limbs non sono assolutamente d'accordo con chi non ha giudicato questo disco, come un ottimo lavoro: ragazzi, ascoltate bene.
posso capire che il genere non è per tutti.. ma non dite che non c'è stile o non c'è talento. sono pezzi magnifici, ricchi di un'originalità che contraddistingue i Radiohead in ogni loro produzione. La doppietta Codex + Ghost è spettacolo, Bloom è di un ritmo coinvolgente, il resto del disco ha una sonorità che precipita direttamente dal futuro.
ottimo lavoro.. stabilmente su iPod da quando è uscito.
:)
Recensione : The King Of Limbs L'ultimo lavoro dei Radiohead prosegue la linea elettronica intrapresa oramai una decina di anni fa; tuttavia rispetto a In Rainbows -il penultimo lavoro -il gruppo cerca soluzioni meno melodiche, lavorando di meno sulla forma canzone e di più sull'utilizzo di loop di qualsiasi strumento, dalle tastiere alle percussioni alla voce.
Il disco si apre con 'In bloom', in cui tastiere e percussioni sincopate si rincorrono lungo un arpeggio; il brano gioca molto sulla batteria che va controtempo rispetto agli altri strumenti e alla voce. A circa metà pezzo ecco entrare anche altre tastiere in perfetto stile Shine on you crazy diamonds; gli altri brani proseguono più o meno su questo stile con alcune interessanti varianti: Little By Little si apre con una chitarra delicata in stile 'colonna sonora di film western'; la voce è in falsetto. Le parti di chitarra e tastiera di questi primi brani giocano molto su fraseggi ripetuti, così come fa la batteria. Dai 3 minuti fino alla fine del brano la canzone tenta di cambiare forma senza riuscirci mai veramente: ci sono piccole variazioni. Feral è il brano più strano e interessante; ha un inizio aggressivo di percussioni molto veloci che ricordano un po' il brano iniziale; quasi subito si innesta anche qualche parola cantata e pesantemente modificata dagli effetti. Le tastiere qui sono meno presenti: è la voce computerizzata lo strumento principe; verso la fine una tastiera che fa la parte del basso prende il sopravvento, prima di cedere alle sole percussioni.
Il disco è abbastanza interessante, anche se aggiunge poco alla carriera della band che invece ultimamente punta soprattutto a stupire non tanto con la musica quanto con nuove forme di distribuzione dei dischi.

Artista : Baustelle
Editore : Atlantic
Recensione : Amen A mio avviso, il migliore album dei Baustelle. Testi impeccabili, sonorità incantevoli. Da acquistare senza indugi per qualsiasi persona che ama la musica e per coloro che nutrono ancora una flebile speranza nell' ascoltare buona musica in Italia.
Recensione : Amen Capolavoro dei Baustelle. Baudelaire e Panico sono pezzi di rara bellezza e intensità. Dark room è un viaggio sensuale e perverso, L. un percorso tra le stelle. Citazioni a piene mani che spaziano dal cinema, alla poesia, dalla politica alla cronaca. Perfetto critica/cronaca dei nostri tempi. Imperdibile.

Artista : The Maccabees
Editore : Coop (Distr. )
![Talking Heads '77 [Edizione: Francia] Talking Heads '77 [Edizione: Francia]](http://ecx.images-amazon.com/images/I/411jHE826TL.jpg)
Artista : Talking Heads
Editore : Sire
Recensione : Talking Heads '77 [Edizione: Francia] Il primo album dei Talking Heads,intitolato '77 esce appunto nell'anno 1977.E' una delle opere concettualmente più avanzate in quel momento storico.Il suono era ispirato ad un genere introspettivo/visionario e ad un r & b tipicamente urbano,nervoso e ostile,'77 si colloca in antitesi alla filosofia dominante del punk-rock,alla ricerca di toni sfumati e soluzioni ritmiche ancora da scoprire.I Talking Heads si accostano stilisticamente ai margini della new-wave newyorkese,tutto è giocato sulle suggestioni psicologiche,per mezzo di David Byrne si accostano all'avanguardia-garage della metropoli ed esprimono il senso di precarietà e inquietitudine che condiziona la vita moderna.Si calano in atmosfere di delirio e angoscia costruite attraverso ripetizioni ossessive e variazioni miniminali.'77 indugia tra r & b leggeri e sonorità funky più scandite,esplorazione di temi esotici e climi caraibici,sottili sfumature di ironia a morbide ballate percorse dalla slide-guitar,la gamma espressiva dei singoli strumenti,viene stravolta nella ricerca di ampliarne i confini espressivi.In '77 emergono alcuni episodi in modo rilevante;la dolcissima Happy day,forse un tributo ai Velvet,l'esotismo di First week/Last week... e naturalmente la famosa Psycho killer che,tra lamenti,rantolii e singhiozzi riassume i temi centrali dell'ispirazione,rock colto,schizoide e raffinato,proiettato nel futuro dalle visioni di Byrne,che nel brano forse più maturo dell'album,The book I read canta ..I'm living in the future....

Artista : Babyshambles
Editore : Capitol
Recensione : Shotter'S Nation Shotter's nation è la seconda prova sulla lunga distanza dei Babyshambles, dopo Down in Albion e l'ep The Blinding. Il disco segue alcune tendenze già evidenziate proprio dall'ep uscito circa un anno fa, cioè una cura verso gli arrangiamenti che si riflette dunque nell'elaborazione di pezzi più melodici. Il lato più melodico e meno dissonante di Pete Doherty in realtà non è una sorpresa per chi conosce anche la montagna di brani non commercializzati ma disponibili su internet, dal demo Legs XI dei Libertines fino alle tante registrazioni solo con la sua voce e chitarra.
Una produzione più lavorata, frutto del lavoro di Stephen Street già produttore degli Smiths, di Morrisey e dei Blur, non esclude la matrice propriamente rock del disco, anzi le melodie anni '60 di Doherty vengono immerse nei suoni del miglior rock inglese di quel decennio. Così Delivery e Crumb Begging Baghead tra echi dei Kinks e tastiere rock-garage sono due perle e anche Baddie's Boogie viaggia sulla stessa lunghezza d'onda per i suoni. Molto cariche e convincenti sono anche l'iniziale Carry on up the morning (perfetta per aprire il disco, con il suo giro di chitarra rumorosa si pone in continuità con i dischi dei Libertines e Down in Albion) e la punkeggiante Side of the road. UnBiloTitled, Unstookie Titled, There she goes e Lost art of murder mi sembrano i lavori su cui la produzione ha creato un suono diverso dal passato in maniera convincente; Pete canta in maniera più profonda, più bassa, in maniera più pensata, al suono delle chitarre si aggiunge qualche caratteristica in più rispetto allo stile di Pete e di Mik. Già che parliamo di arrangiamenti occorre dare il giusto merito al jazzato di There she goes e a Lost art of murder, che vede la partecipazione del chitarrista folk Bert Jansch. Mi convince di meno, o meglio mi suona ancora strana Deft left hand, un brano rock coinvolgente ma forse troppo prodotto... non ho ancora le idee chiare su questo pezzo. Non ho ancora parlato di French dog blues, che sarà il prossimo singolo e si può avvicinare ai pezzi dal sapore anni '60 e You talk, brano divertente. Ho accennato molto alla produzione, proprio perché questa valorizza alcuni interessi musicali di Pete Doherty rimasti sempre un po' in ombra -a favore di una maggior immediatezza -nei lavori precedenti; questa armonizza anche un'altra caratteristica delle composizioni di Doherty: i cambi di tempo. Sin dai tempi dei Libertines molte canzoni avevano diversi cambi di tempo o di tonalità, questi sono presenti anche nei brani di Shotter's Nation ma si avvertono di meno, proprio per via di un maggior lavoro in studio.
Per accennare anche ai testi, da sempre punto di forza del gruppo, rimane costante l'autobiografia: riemerge l'alter ego Bilo, i problemi sentimentali di Peter e quelli legati alla fama, che nel suo caso corrisponde all'essere preda degli attacchi dei tabloid ("they sold my name after they stole my shame).
Insomma, un ottimo lavoro che amplia ulteriormente gli orizzonti musicali a cui i Babyshambles ci avevano abituato, uno dei migliori lavori del 2007.

Artista : Ani Di Franco
Editore : Righteous Babe

- Other Lives
Artista : Other Lives
Editore : Pias

Artista : Depeche Mode
Editore : EMI Mktg

Artista : Wilco
Editore : Nonesuch

Artista : Red Hot Chili Peppers
Editore : EMI

Artista : Picchio Dal Pozzo
Editore : Goodfellas

Artista : Peaking Lights
Editore : Domino

Artista : Mark Lanegan
Editore : Bb (4 a D )

Artista : Supreme Dicks
Editore : Jagjaguwar

- Neutral Milk Hotel
Artista : Neutral Milk Hotel
Editore : Domino
1. The King Of Carrot Flowers Pt. One 2. The King Of Carrot Flowers Pts. Two & Three 3. In The Aeroplane Over The Sea 4. Two-Headed Boy 5. The Fool 6. Holland, 1945 7. Communist Daughter 8. Oh Comely 9. Ghost 10. Untitled 11. Two Headed Boy Pt. Two

Artista : The Cure
Editore : Sunday Best Recordings

Artista : Mother Love Bone
Editore : Polydor

Artista : Velvet Underground
Editore : Vinyl Lover