The King Of Limbs

Dettaglio di The King Of Limbs
Artista : Radiohead
Editore : Bb (Xl Rec.)
The King Of Limbs recensioni da clienti
Recensione : The King Of Limbs Tom York and co. sono la rock/pop/electronic/avantgarde band piu' coraggiosa e innovativa degli ultimi 20 anni. Hanno scritto delle poesie pop fantastiche e dopo il massimo successo raggiunto con ok computer hanno deciso di mettersi in discussione e cambiare rotta. Quasi sempre i loro esperimenti sono eccellenti ma e' anche normale che non sempre siano ai massimi livelli. Quest'album e' un po' così', senza infamia e senza lode, come una ciambella senza buco ma comunque gustosa da mangiare.
Recensione : The King Of Limbs non sono assolutamente d'accordo con chi non ha giudicato questo disco, come un ottimo lavoro: ragazzi, ascoltate bene.
posso capire che il genere non è per tutti.. ma non dite che non c'è stile o non c'è talento. sono pezzi magnifici, ricchi di un'originalità che contraddistingue i Radiohead in ogni loro produzione. La doppietta Codex + Ghost è spettacolo, Bloom è di un ritmo coinvolgente, il resto del disco ha una sonorità che precipita direttamente dal futuro.
ottimo lavoro.. stabilmente su iPod da quando è uscito.
:)
Recensione : The King Of Limbs L'ultimo lavoro dei Radiohead prosegue la linea elettronica intrapresa oramai una decina di anni fa; tuttavia rispetto a In Rainbows -il penultimo lavoro -il gruppo cerca soluzioni meno melodiche, lavorando di meno sulla forma canzone e di più sull'utilizzo di loop di qualsiasi strumento, dalle tastiere alle percussioni alla voce.
Il disco si apre con 'In bloom', in cui tastiere e percussioni sincopate si rincorrono lungo un arpeggio; il brano gioca molto sulla batteria che va controtempo rispetto agli altri strumenti e alla voce. A circa metà pezzo ecco entrare anche altre tastiere in perfetto stile Shine on you crazy diamonds; gli altri brani proseguono più o meno su questo stile con alcune interessanti varianti: Little By Little si apre con una chitarra delicata in stile 'colonna sonora di film western'; la voce è in falsetto. Le parti di chitarra e tastiera di questi primi brani giocano molto su fraseggi ripetuti, così come fa la batteria. Dai 3 minuti fino alla fine del brano la canzone tenta di cambiare forma senza riuscirci mai veramente: ci sono piccole variazioni. Feral è il brano più strano e interessante; ha un inizio aggressivo di percussioni molto veloci che ricordano un po' il brano iniziale; quasi subito si innesta anche qualche parola cantata e pesantemente modificata dagli effetti. Le tastiere qui sono meno presenti: è la voce computerizzata lo strumento principe; verso la fine una tastiera che fa la parte del basso prende il sopravvento, prima di cedere alle sole percussioni.
Il disco è abbastanza interessante, anche se aggiunge poco alla carriera della band che invece ultimamente punta soprattutto a stupire non tanto con la musica quanto con nuove forme di distribuzione dei dischi.